
Siamo assolutamente insoddisfatti della risposta dell'assessore Ponzoni all'interrogazione che abbiamo presentato in Aula per chiedere conto della gestione dei fondi destinati alle bonifiche. L'assessore ha parlato d'altro, senza mai entrare nel merito della questione posta.
L'imprenditore Giuseppe Grossi, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'area Montecity-Rogoredo ha in corso con Regione Lombardia un accordo di programma per la bonifica dell'area industriale della ex-Sisas di Pioltello. Stiamo parlando di 120 milioni di Euro più un aumento dei costi di 44 milioni, peraltro autorizzato dalla Giunta, nonostante le nostre rimostranze, quando l'indagine era già in corso e nota.
Quello che la Regione ha concesso a Grossi è la possibilità di realizzare sull'area il più grande centro commerciale d'Europa. Senza contare che dopo la legge regionale 126 del 2009, l'affare risulta ancor più vantaggioso per l'imprenditore ora in carcere: una volta ottenuta la licenza, secondo la nuova normativa, il centro potrà infatti essere realizzato su qualsiasi altra area. E non finisce nemmeno qui, perché le opere di bonifica dovranno essere calcolate come opere di urbanizzazione secondaria. La qual cosa significa che il comune che ospiterà il centro commerciale di Grossi dovrà pure abbuonargli la metà delle tasse.
Insomma, si tratta davvero di un bel regalo fatto al re delle bonifiche. E noi pensiamo che, a maggior ragione ora alla luce degli arresti, la Regione avrebbe il dovere di fare marcia indietro, ritirando le autorizzazioni a Grossi e difendendo così gli interessi e i soldi dei cittadini.
giovedì 29 ottobre 2009
Bonifica ex-sisas pioltello: regione ritiri l'autorizzazione a grossi
mercoledì 7 ottobre 2009
martedì 6 ottobre 2009
Piano edilizio: niente proroga

Il Consiglio regionale ha bocciato la mia richiesta di proroga per la presentazione da parte dei Comuni lombardi delle delibere attuative previste dalla legge 13 "Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Lombardia."
La bocciatura della mia proposta arriva nonostante ad oggi quasi tutti i maggiori Comuni della Lombardia, non hanno predisposto il provvedimento per escludere ambiti territoriali come previsto della legge 13.
Visto che l'attuazione di questo provvedimento è un fatto importantissimo mi aspettavo che l'aula di Consiglio accogliesse la mia mozione e acconsentisse alla proroga dal 15 ottobre a fine dicembre 2009.
Solo nel rispetto delle regole e con l'adozione da parte dei Comuni delle delibere attuative possiamo garantire la salvaguardia e la difesa del territorio, delle nostre peculiarità storiche e per proteggere il patrimonio paesaggistico - ambientale e urbanistico lombardo.
sabato 26 settembre 2009
Lombardia all'avanguardia? Ma Roma dice no.

E' condivisibile l'incitazione che l'Assessore Boni manda ai Comuni della Lombardia perché al più presto adottino le delibere di eventuale esclusione di parti del proprio territorio in cui non trovano applicazione le norme per i lavori di rilancio edilizio di cui alla legge regionale n. 13/09 approvata nel mese di luglio.
E' indispensabile che entro il prossimo 15 ottobre tutti i comuni approvino le delibere di salvaguardia previste dalla legge 13/09 per tutelare le peculiarità storiche, paesaggistico-ambientali delle città e che solo successivamente si intervenga con i progetti.
Constato con una certa amarezza che, nonostante la legge 13/09 preveda stanziamenti statali per interventi di ristrutturazione eco-compatibili, né l'Assessore Boni né il Presidente Formigoni abbiano rilevato che nella finanziaria approvata dal governo manchino gli stanziamenti per tenere fede a questo impegno.
Ancora una volta siamo di fronte ad interventi spot ed ad annunci di propaganda politica a discapito dei lombardi e del loro territorio.
martedì 22 settembre 2009
giovedì 30 luglio 2009
DPFR: un testo privo di spessore

Il Consiglio regionale approva la proposta di risoluzione concernente il Documento di programmazione economico-finanziaria regionale del 2010.
Ho espresso voto contrario al testo: sebbene le premesse della risoluzione fossero condivisibili e alcuni interventi dei colleghi di maggioranza fossero apprezzabili non ho potuto votare la risoluzione nella sua totalità. Infatti, mentre la parte di analisi è interessante, la parte propositiva non contiene le proposte in grado di contrastare in modo efficace la crisi che sta colpendo ampi strati della popolazione lombarda, in particolare: giovani, precari, lavoratori e pensionati. Mi pare dunque che si tratti dell'ennesimo testo privo di sostanza e di spessore. La grave crisi che ci ha colpito e le conseguenze a cui stiamo andando incontro necessitano e meritano interventi di tutt'altra natura.
mercoledì 29 luglio 2009
Il Consiglio regionale per l'Innse

E' molto importante che il Consiglio regionale abbia approvato all'unanimità l'ordine del giorno che ribadisce l'importanza dell'Innse come luogo di produzione di qualità e che, al tempo stesso, esprime la volontà che lo stabilimento non venga svuotato dei suoi impianti. I lavoratori non possono essere colpiti da una proprietà assenteista e il loro lavoro è un patrimonio che tutta la Regione riconosce e per il quale si sta impegnando, per mantenere la produzione e favorire un equilibrato sviluppo urbanistico di quella parte di Milano, da sempre caratterizzata dalla compresenza di attività produttive e zone di residenza.
giovedì 9 luglio 2009
Non banalizziamo: colf e badanti sono un supporto irrinunciabile

È giunto il momento di affrontare il tema della non autosufficienza in modo strutturato e organico senza voler sminuire il problema limitandolo ad un puro e semplice reato di clandestinità introdotto dal recente decreto sicurezza.
Se le operatrici che assistono i nostri non-autosufficienti in Lombardia scomparissero, si creerebbe un disagio di dimensioni incontrollabili. Colf e badanti curano le famiglie lombarde, non stanno ai semafori a lavare i vetri o a spacciare droga.
Per questo ho chiesto questa mattina, in commissione sanità, che si calendarizzi al più presto la discussione del pdl sulla "Istituzione del fondo della non autosufficienza" da me presentato qualche mese fa. Inoltre, ho chiesto, che l'Assessore Boscagli venga a riferire in Commissione sulla linea politica che sta seguendo il suo Assessorato sul tema della non autosufficienza.
Il problema della non autosufficienza, infatti, sta diventando sempre più un'emergenza sociale, il 19% della popolazione lombarda ha più di 65 anni e il 9% più di 75 anni. Numericamente ci aggiriamo su 373.845 persone nel 2005 e la previsione per il 2025 è di quasi 600.000. La spesa media per persona non autosufficiente ammonta a circa 19.000 euro ( il 58% da contributi pubblici e il 42 % da privati) e si sostanzia in sostegno a domicilio (badanti) , attraverso il ricovero in strutture RSA e attraverso un contributo del Servizio Sanitario regionale verso le RSA,suddiviso in 8 classi SOSIA e quindi limitato a casi isolati.
Bisogna fare di più: garantire, in forma diretta dal servizio sanitario pubblico, interventi domiciliari; istituire il concetto di presa in carico; concretizzare il progetto di assistenza personalizzato ed inoltre ripartire il fondo per ambiti territoriali , coerentemente con i piani di zona.
Mi auguro che il Consiglio voglia inserire all'ordine del giorno, il più presto possibile, la trattazione di questo Pdl perché il tema dell'assistenza e della non autosufficienza non venga banalizzato ma affrontato in modo che tutte le persone che si trovano in difficoltà abbiamo pieno accesso alle prestazioni appropriate e che i costi di queste prestazioni possano essere coperti dai livelli essenziali di assistenza sanitaria pubblica. Le colf e le badanti sono un supporto irrinunciabile per le famiglie lombarde."
Non banalizziamo : colf e badanti sono un supporto irrinunciabile per famiglie lombarde, si dicuta pdl non auosufficienza
mercoledì 8 luglio 2009
Salta l'approvazione del piano casa

Saltata la discussione in Consiglio regionale del piano di rilancio dell'edilizia in Lombardia come invece aveva pomposamente annunciato il Presidente Formigoni.
"Le divisioni interne alla maggioranza- afferma Cipriano- hanno impedito di dire una parola chiara su quello che si vuole fare effettivamente di questo "piano casa". Piano, per altro, che non corrisponde a quello dell'accordo tra Stato e Regioni.
La prossima settimana - conclude il Vice Presidente - la nostra sarà una dura opposizione per cercare di correggere un provvedimento che, così com'è, danneggia il nostro territorio. "
lunedì 6 luglio 2009
Maggioranza divisa, Consiglio mortificato

Si perde l'occasione di attuare un provvedimento che, seppur non rispondendo all' emergenza casa, avrebbe potuto rappresentare un contributo per rilanciare il settore edilizio nel rispetto delle norme urbanistiche.
La settimana scorsa non si è potuta svolgere la Commissione territorio per discutere del "piano casa" poiché la maggioranza non ha garantito il numero legale. Oggi, in commissione V, la maggioranza si è presentata ritirando tutti gli emendamenti e dichiarando che non avrebbe approvato nessuno degli emendamenti proposti dall'opposizione!
In questo modo si mortifica il ruolo istituzionale del Consiglio (che invece dovrebbe detenere il compito di indirizzo legislativo) .
Soprattutto si perde l'occasione di attuare un provvedimento che, seppur non rispondendo all' emergenza casa, avrebbe potuto rappresentare un contributo per rilanciare il settore edilizio nel rispetto delle norme urbanistiche.
Sostegno ai lavoratori metalmeccanici e dell'energia Hp e Eds

Il Vice Presidente Cipriano sostiene la manifestazione dei lavoratori metalmeccanici e dell'energia che si sta svolgendo davanti alla sede di Via Medici del Vascello a Milano.
La dichiarazione di esuberi dei lavoratori di HP e EDS è un segnale preoccupante e non da sottovalutare, proprio perché si tratta di aziende leader nell'informatica e nell'energia, settori strategici di cui ha bisogno una grande economia come la nostra.
Non si può restare a guardare, perché la crisi che stiamo attraversando richiede interventi di politica industriale e che si risponda così alle preoccupazioni dei lavoratori sia per la minaccia di smantellamento degli impianti che per il loro destino.
Sostenere la lotta dei lavoratori significa impedire che si disperda il patrimonio produttivo regionale e nazionale e reagire alla preoccupante leggerezza propagandistica del governo nazionale - ma anche di quelo regionale - che continuano a negare la gravità della crisi e non metono a disposizione le risorse che sarebbero necessarie, come da tempo stanno facendo gli altri Paesi europei.
venerdì 3 luglio 2009
Piano Casa: Formigoni rispetti le regole

Formigoni presiede la Giunta e quando ci riesce - ma non sempre - guida la sua maggioranza. Non può invece comandare sui lavori del Consiglio. Il "piano casa" sta diventando un tormento per il centrodestra e adesso secondo notizie di stampa si vuole imporre la discussione in Consiglio.
Peccato però che questa non sia prevista e che qualsiasi argomento debba essere presentato entro un termine prefissato: non è "burocrazia" ma un elementare principio che garantisce ai consiglieri la possibilità di proporre modifiche ed emendamenti. E che il piano casa debba essere modificato non c'è dubbio alcuno.
Il Consiglio regionale non ha padrone e quindi il centrodestra e Formigoni rispettino regole e sostanza istituzionale e politica."
mercoledì 1 luglio 2009
Casa: la maggioranza balbetta

Formigoni sollecitato sia dagli emendamenti presentati dall'opposizione sia dall'appello della Associazioni Ambientaliste dichiara alla stampa precisazioni che a nostro avviso risultano non corrispondenti a quanto si legge né nel progetto di legge né negli emendamenti presentati in commissione dalla maggioranza.
Innanzitutto la proposta di legge approvata dalla Giunta lo scorso 3 giugno, non quindi 40 giorni fa come dice il Presidente, non è il piano casa, bensì un piano straordinario della durata di soli 18 mesi e prevede azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico. Durante la presentazione del testo, Formigoni avrebbe assicurato l'approvazione della legge entro il 30 giugno e come noi osservammo allora fu un chiaro lancio per la campagna elettorale, tanto è vero che il testo è tutt'oggi ancora in fase di discussione in commissione territorio.
Infine, entrando nel merito, è necessario correggere quanto affermato dal Presidente riguardo i centri storici e le zone sottoposte a vincoli ambientali. Non solo il progetto di legge ma anche gli emendamenti presentati dal Relatore di maggioranza parlano esplicitamente di possibilità di ampliamenti sia nei centri storici sia nelle zone sottoposte a vincoli ambientali ed inoltre si aggiunge questa facoltà a tutti gli edifici anche non residenziali.
Forse sarebbe necessaria un po' di più chiarezza soprattutto nella comunicazione interna alla maggioranza che "balbetta"
giovedì 25 giugno 2009
INNSE: necessarie alternative con nuovi soggetti industriali

Questa mattina ho partecipato al presidio degli operai della INNSE avvenuto davanti alla sede della Regione Lombardia.
E' necessario che la Regione Lombardia risponda positivamente alla preoccupazione dei lavoratori dell'INNSE per la minaccia di smantellamento degli impianti.
L'impegno dei consiglieri regionali, già espresso nelle settimane scorse e che ha portato ad alcuni primi e parziali risultati, continua: la presenza ed il sostegno alla delegazione dei lavoratori e del sindacato alla sede della Giunta è un segno importante di un impegno che innanzitutto vuole impedire che si disperda il patrimonio produttivo e poi insistere sulle alternative con nuovi soggetti industriali.
Riemergono vecchie divisioni nella maggioranza

Già dalla prima seduta di commissione, in cui all'ordine del giorno c'era la discussione del piano di riqualificazione edilizia, la maggioranza è apparsa divisa.
Si sarebbero dovuti discutere gli emendamenti presentati ed invece, a parte il Relatore, l'intero centro-destra era latitante.
Dopo l'accordo Stato Regioni dello scorso 31 marzo la Giunta regionale ha dovuto discutere lungamente per arrivare, solo all'inizio di giugno, all'approvazione del piano edilizio.
Ora finita la pausa elettorale la maggioranza, che aveva promesso l'approvazione del testo da parte del consiglio entro il 30 giugno, ha mostrato le vecchie divisioni interne.
Noi abbiamo presentato molti emendamenti di sostanza per modificare il progetto iniziale, salvaguardando per esempio le aree protette e i centri storici. Su questo incalzeremo la maggioranza.
mercoledì 24 giugno 2009
Buscemi riferisca sulla centrale di Offlaga

A seguito delle autorizzazioni concesse dal Ministero dell'Ambiente per l'esercizio della centrale di Offlaga nel Bresciano ho chiesto e ottenuto per la prossima settimana l'audizione dell'Assessore Buscemi.
È necessario che la Regione spieghi al Consiglio Regionale come intende, in questa circostanza, ribadire e far valere la decisione presa lo scorso 30 settembre all'unanimità dall'aula consiliare.
Nella delibera " Risoluzione concernente determinazioni in merito alla Centrale di Offlaga" la Giunta regionale si era impegnata ad esprimere parere contrario in sede di conferenza dei servizi presso il Ministero competente in merito alla domanda di autorizzazione per la realizzazione della centrale elettrica di Offlaga.
E' indispensabile che Buscemi ribadisca la posizione ferma, già espressa , contro il nuovo impianto in sintonia con la decisione già assunta dall'intero consiglio regionale ed è inoltre doveroso che l'Assessore riferisca alla commissione competente come intende muoversi.
mercoledì 17 giugno 2009
Il piano di qualificazione edilizia non serve a chi cerca casa

Innanzitutto è evidente che stiamo discutendo un testo che non è quello promesso dal Presidente Berlusconi che invece parlava di un più complessivo piano casa.
In secondo luogo il provvedimento, proposto a sostegno dei cittadini nel particolare momento di crisi che stiamo vivendo, non fa riferimento ai più bisognosi e in difficoltà, bensì dà la possibilità di ampliare la casa di coloro che già la posseggono.
È chiaro a tutti, inoltre, che anche se si possiede una casa, frutto di sacrifici e di rinunce non è automatico che ci si possa permettere di ampliarla, investendo soldi che non si hanno.
A questo punto la forbice si restringe notevolmente e la domanda è d'obbligo : ma a chi è rivolta, in realtà, questa norma?
Nel testo in discussione si parla di rilancio edilizio, ma di che rilancio stiamo parlando se lavoreranno soprattutto piccole aziende a gestione familiare? Ed inoltre quali garanzie si stanno attivando per evitare il lavoro nero e l'evasione fiscale, contributiva.
L'art. 4 del pdl prevede la possibilità di aumentare la volumetria delle case destinate a edilizia residenziale pubblica del 40%, in realtà non si specifica né dove si realizzano questi insediamenti né con quali soldi lo si intende fare.
Questo testo è tutto un gran pasticcio in primo luogo non si sa a quale altra norma regionale si voglia fare rifermento visto che siamo ancora in attesa del piano territoriale regionale, del piano territoriale di alcune province e di molti comuni in secondo luogo
Non esiste lungo tutto il testo alcun accenno alla norma finanziaria il che conferma l'inconsistenza di questo provvedimento visto che nemmeno la Regione Lombardia intende metterci un euro.
Perplessità sono emerse anche durante l'audizione delle associazioni ambientalistiche, dei consumatori, della federazione degli agricoltori delle organizzazioni sindacali e degli inquilini.
giovedì 28 maggio 2009
Niguarda: subito una commissione sanità straordinaria.
Allarme e preoccupazione vengono da una fonte autorevolissima e non sospettabile di inimicizia politica: il Ministero dell'Economia contesta la conduzione degli appalti dell'Ospedale di Niguarda negli anni 2007/08: oltre 100 violazioni contestate tra nomine illegittime e consulenze con compensi anomali.
Oltre un anno fa in un convegno sul "Project financing in sanità" abbiamo denunciato gli aspetti non chiari di queste procedure, in particolare per Niguarda e Legnano, che hanno finanziamento statale (e regionale in piccola parte) per poco più del 50% e per il resto un oneroso project financing, che concede per oltre 30 anni la gestione di numerosi servizi alle aziende appaltatrici.
L'indagine del ministero dell'Economia conferma il ruolo ancora più discutibile e non trasparente di Infrastrutture Lombarde, società creata appositamente dal Presidente Formigoni e imposta alle Aziende Ospedaliere come unica stazione appaltante e dalle stesse pagata a canoni d'oro.
Questo è ciò che la Regione Lombardia chiama vantaggiosa sinergia pubblico-privato (come da dichiarazioni di Formigoni, la scorsa settimana, durante l'inaugurazione della clinica S.Donato) ma la verità è un'altra: il privato lucra e il pubblico paga. La costruzione dei nuovi ospedali, non tutti necessari, determinerà oneri estremamente gravosi per le Aziende ospedaliere interessate per i prossimi decenni.
Ho chiesto la riunione urgente della Commissione sanità del Consiglio regionale, con la presenza indispensabile dell'Assessore Bresciani, del Direttore Generale Lucchina e del Direttore Generale AO Niguarda Cannatelli, anche per prendere conoscenza delle "contodeduzioni" di cui l'Assessore parla. E' evidente che sulla questione dovrà essere urgentemente investito il Consiglio nel suo insieme, per un confronto pienamente alla luce del sole.
giovedì 14 maggio 2009
Difficile parlare di ago nel pagliaio

Ancora una volta il caso della ex clinica Santa Rita occupa le cronache.
Ancora una volta si ritorna sulla spregiudicatezza che ha caratterizzato l'equipe di chirurgia toracica guidata da Pier Paolo Brega Massone, in
centrata su interventi inutili e di grande aggressività chirurgica, che hanno mirato solo - in tutti questi anni - al guadagno personale e non al problema di salute o alla sofferenza del cittadino. Questo il commento del Vicepresidente Cipriano sul caso Santa Rita.
Oggi le imputazioni si aggravano: infatti ai casi di lesioni contestati dal GIP Micaela Curami si aggiunge anche un'imputazione per omicidio e nonostante questo dalla Regione e dall'Assessorato alla Sanità nulla trapela.
Sarà difficile giustificare questi fatti come "un ago nel pagliaio". Sarà difficile riaffermare per il Presidente Formigoni che sulla sanità si ha una: "grande attenzione per i cittadini,che conferma la caratteristica prima della nostra politica, che mette al centro la persona".
Certo non è stata una settimana facile al Pirellone, dopo aver perso il ricorso al TAR presentato dalla Sindacato Medici Regionale che di fatto permetterà l'aumento di 669 i medici di famiglia, ecco ora ancora l'aggravio delle posizioni dei medici della ex Santa Rita. E allora è meglio tacere.
martedì 17 marzo 2009
Mps e Sd: anche a Milano lista
"Rivolgiamo un appello a verdi e socialisti affinché anche per le elezioni provinciali a Milano si costruisca una lista unica della sinistra" - affermano Chiara Cremonesi (Sinistra Democratica) e Daniele Farina (Movimento per la Sinistra).
Oggi è nata a Roma "Sinistra e libertà", la lista di Verdi, SD, MPS, e PS che si presenterà alle elezioni europee: un progetto tra forze coese che intende riportare a sinistra la parola libertà, contrastare l'egemonia della destra e tenere insieme le ragioni del lavoro e quelle dell'ambiente.
"Ci sembra importante che questo progetto viva anche a Milano nelle elezioni amministrative, perché qui ci sono le condizioni per proporre idee nuove e avanzate sulla crisi economica, la tutela del territorio e l'affermazione dei nuovi diritti" - continuano Cremonesi e Farina.
"Auspichiamo che Verdi e PS prendano in seria considerazione questa opportunità di ricostruire insieme una nuova sinistra per questa importante tornata di amministrative".
ORA ANCHE "L'ACCANIMENTO GIURIDICO" !

Il fatto che Formigoni sostenesse l'accanimento terapeutico, anche contro la volontà delle stesse persone, era noto.
Ma che Formigoni persegua anche "l'accanimento giuridico" nei confronti dei magistrati che si sono attenuti al rispetto delle leggi, è veramente troppo!
Sono convinto, invece, sia necessario rispettare il diritto alla libertà di cura e rispettare così l'art. 32 della Costituzione.
Ho sottoscritto, infatti, l'appello promosso dal Senatore e medico , Ignazio Marino e appoggiato da illustri nomi tra cui Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio, Guglielmo Epifani, Segretario Generale CGIL, Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Umberto Veronesi, oncologo. Invito tutti quanti condividono l'appello ad aderire e ad unirsi a noi nella battaglia per la difesa della Costituzione e per una scelta consapevole nel sottoporsi alle cure.
lunedì 16 marzo 2009
Quali politiche per il trasporto su ferro

Si è discussa oggi durante la seduta del consiglio regionale la mozione di censura presentata dal Pd nei confronti dell'Assessore ai Trasporti Cattaneo. I continui disagi a cui sono soggetti i pendolari lombardi e la catastrofica situazione in cui vessano le ferrovie regionali hanno infatti indotto i consiglieri dell'opposizione a presentare in aula la mozione.
Tra i firmatari anche il Capo Gruppo di Sinistra Democratica, Arturo Squassina, il quale durante il suo intervento ha sottolineato la necessità che la Giunta agisca nell'immediato attuando scelte politiche concrete per quanto riguarda: l'aumento dei costi che i pendolari si sono trovati a dover sostenere quest'anno a fronte di un peggioramento del servizio, la mancata reintroduzione della Carta regionale, la qualità del servizio.
La Giunta deve dire con chiarezza a quanto ammontano i finanziamenti che possono essere stanziati per il trasporto regionale e quali sono le operazioni che si vogliono attuare.
Secondo gli esponenti di Sinistra Democratica comunque l'intervento sulla situazione contingente non è sufficiente, ma occorre che la Regione delinei in maniera concreta quali politiche intende attuare sul fronte dei trasporti.
Nella situazione di crisi economica in cui ci troviamo la tematica delle infrastrutture assume un'importanza strategica. Investire sul miglioramento del trasporto su ferro rispetto a quello su gomma significa innanzitutto creare un volano per l'economia, e in secondo luogo favorire una politica positiva per quanto riguarda la questione ambientale.
Infine abbiamo chiesto che sia data una risposta alla proposta avanzata dall'opposizione di erogare per i pendolari un abbonamento gratuito per un mese come risarcimento dei danni subiti costantemente nell'ultimo periodo.
venerdì 13 marzo 2009
Testamento biologico: il DDL Calabrò.
L'articolo nr. 5 regolamenta contenuti e i limiti delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) attraverso cui possiamo esprimere il nostro orientamento (non volontà) sui trattamenti medico-sanitari e di fine vita, nello specifico : «L'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze non possono in alcun caso essere sospese» cioè sondino di stato.
La differenza sta proprio in questa definizione "sostegno vitale" che distingue dall'accanimento terapeutico per il quale è concesso il rifiuto da parte del paziente, negando quindi la possibilità di esprimere anticipatamente le proprie volontà.
Ma in cosa consiste l'alimentazione e l'idratazione forzata attraverso il sondino naso-gastrico?
Questo trattamento è terapia o no?
L'Associazione nazionale medici nutrizionisti sostiene che:
- è una terapia perché per collocarlo necessita di un vero e proprio intervento invasivo sul corpo del paziente che prevede, quindi, il consenso o no informato perchè attraverso un taglio nell'addome, viene collocato un tubo che porta nutrimento;
- il contenuto che viene iniettato nei sondini consiste in vere e proprie medicine e non certamente pane o acqua; queste medicine non contengono solamente nutrimento o soluzione idratante ma anche medicine per favorire i processi digestivi e altro;
- il sondino naso gastrico è una terapia che serve ad evitare polmoniti sicuramente mortali a chi è paralizzato o si trova in stato vegetativo permanente o ha distrofie con quasi sempre problemi di deglutizione, perché ogni altra forma di nutrizione finirebbe, anche in piccole quantità, nei polmoni con complicanze polmonari mortali, e per questo basta addirittura la saliva di traverso.
Il codice deontologico medico all'art. 51 (1998) fa divieto ai medici di «assumere iniziative costrittive e collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale» e all'art. 32 si specifica che il medico «deve» desistere da qualunque atto diagnostico e/o terapeutico consapevolmente rifiutato dal paziente.
Si sostiene che l'attività medica è esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza. Tale attività medica è tuttavia sempre subordinata all'espressione del consenso informato di cui all'articolo 4, nell'articolo 5 della convenzione di Oviedo, ratificata dalla legge 28 marzo 2001, n.145, nonché dei limiti imposti dal rispetto della persona umana'.
Con questo DDL si riconosce il rifiuto ad un certo trattamento al paziente consapevole, mentre lo si nega nel momento in cui lo stesso paziente non è più in stato di consapevolezza, demandando a terzi le decisioni sul proseguimento delle cure.
Per quale motivo è legittimo e doveroso (come recita l'art.32 del codice deontologico), onorare la volontà della persona, volontà lucidamente espressa solo se tale lucidità resta presente?
Forse che le volontà testamentarie sono annullate se chi le ha firmate perde il proprio stato di consapevolezza?
La situazione diviene così paradossale violando i diritti di uguaglianza tra le persone e inoltre si disconosce la legittimità e il diritto insindacabile di decidere del proprio fine vita, diritto che lo Stato ritiene di regolamentare appropriandosene regolamentandolo.
Il rifiuto espresso da una persona cosciente ad essere alimentata e idratata è ritenuto un diritto inalienabile anche da Giovanni Franzoni, monaco benedettino (La morte condivisa, Edup).
COSTITUZIONE Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO art. 12:
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
L'arcivescovo Giuseppe Casale ebbe a dire: «Porre termine al calvario di Eluana è un atto di carità cristiana». In un'intervista sulla Stampa Casale invita a «lasciare che Eluana termini i suoi giorni senza stare a infierire, alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Invece di fare campagne, bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre». L'arcivescovo non definisce eutanasia il caso della Englaro, ma accanimento terapeutico, perché se si interrompe l'alimentazione, Eluana muore.
Per il professor Rodotà è una legge che cancella del tutto la rilevanza della persona, la rilevanza della volontà della persona, non solo per quanto riguarda il fine vita, ma per tutta una serie di decisioni che oggi potrebbero essere e sono liberamente assunte - ci fa fare un passo indietro rispetto a quella che era stata la conquista progressiva da parte della civiltà giuridica, del diritto della persona di decidere sulla propria vita.
Il testo si apre con: "la Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile e indisponibile".
Cosa vuol dire? Le persone che finora hanno rifiutato le cure, così come l'amputazione di un arto - una persona è successivamente deceduta - non potrebbe più farlo perché è un atto di chi dispone della propria vita e si predispone a morire?
Come il fine vita è regolamentato nel mondo - da desistenza terapeutica
STATI UNITI D'AMERICA: sono stati i primi a regolamentare nel 1991 il 'Patient self determination Act' - nutrizione e idratazione sono considerati trattamenti sanitari, non mezzi per il mantenimento della vita; il paziente cosciente e capace può rifiutare i trattamenti anche se di sostegno vitale; per quanto riguarda il paziente non più cosciente, va rispettato il suo rifiuto di terapie se espresso e documentato in condizioni di capacità; se il paziente non più cosciente non ha espresso, in condizioni di capacità, una propria volontà sulle cure, la decisione sulle scelte terapeutiche sarà presa da un fiduciario, solitamente un familiare.
CANADA: solo in alcuni Stati, come ad esempio Manitoba e Ontario, le direttive anticipate di trattamento hanno valore legale. Negli altri, invece, ogni Provincia assume decisioni autonomamente e in maniera diversa.
AUSTRALIA: anche qui, come in Canada, manca una legge uniformatrice, alcuni Stati si sono dotati di una legge sul 'Living will', con provvedimenti che ricalcano la normativa statunitense.
In EUROPA non esiste ancora una disciplina sul Testamento biologico recepibile dagli Stati membri, alcuni dei quali, comunque, hanno adottato autonomamente normative in materia.
BELGIO: è dal 2002 che nel piccolo Stato europeo è prevista l'eutanasia, su richiesta esplicita del paziente. Ai cittadini viene riconosciuta anche la possibilità di predisporre un testamento biologico con dichiarazioni anticipate di trattamento, scegliendo a quali cure sottoporsi e quali rifiutare.
DANIMARCA: con una legge sul 'living will' è stata istituita un'apposita 'Banca dati elettronica', che custodisce le direttive anticipate presentate dai cittadini. In caso di malattia incurabile o di grave incidente, i danesi che hanno depositato il testamento medico - documento che ogni camice bianco è tenuto a rispettare - possono chiedere l'interruzione delle cure e dei trattamenti, e di non essere tenuti in vita artificialmente. Nel caso di sopravvenuta incapacità, il diritto del malato può essere esercitato dai familiari.
FRANCIA: la materia del fine vita è regolamentata con una legge del 2005, che riconosce il principio di rifiuto dell'accanimento terapeutico, e prevede che possano essere sospesi o non iniziati gli atti di prevenzione, indagine o cura che appaiano inutili, sproporzionati o non aventi altro effetto che il mantenimento in vita artificiale del paziente. E' riconosciuta la figura del fiduciario, da consultare nel caso il paziente sia incapace di esprimere le proprie volontà. Se non c'è direttiva, comunque, la scelta spetta ai medici.
GERMANIA: manca una norma ad hoc, ma il testamento biologico trova attuazione nella pratica e conferma nella giurisprudenza. La Corte Suprema federale, infatti, emise nel marzo 2003 una sentenza con la quale dichiarava la legittimità e il carattere vincolante della volontà del paziente, riconducendola 'al diritto di autodeterminazione dell'individuo'. Se non c'è volontà scritta, decide il giudice tutelare.
INGHILTERRA: realtà analoga a quella tedesca nel Regno Unito, dove il 'living will' è riconosciuto fin dal 1993. L'orientamento britannico su questo delicato tema si è delineato soprattutto attorno al caso Blond caso identico a quello di Eluana Englaro (incoscienza e alimentazione/idratazione forzata). I giudici decisero che i medici non avevano l'obbligo di somministrare trattamenti divenuti inutili a seguito della valutazione scientifica della condizione di vita del paziente e che, quindi, non erano rispondenti al suo 'migliore interesse'. Per cui se il paziente non era in grado di accettare o rifiutare i trattamenti e non aveva rilasciato in precedenza una dichiarazione di volontà in materia, una volta informati i familiari, si poteva legittimamente procedere all'interruzione dei trattamenti.
OLANDA: è notoriamente il primo Paese al mondo che, nel 2001, ha modificato il Codice penale per rendere legali, in alcune circostanze rigorosamente normate, sia l'eutanasia sia il suicidio assistito dal medico. Questa normativa contiene anche la disciplina relativa al testamento biologico. Le dichiarazioni di volontà possono essere sottoscritte anche da minori, purché i genitori siano d'accordo se il minore ha fra i 12 e i 16 anni, mentre se ha fra i 16 e i 18 anni è sufficiente che ne siano stati informati.
SPAGNA: le norme sulle dichiarazioni anticipate di volontà in Spagna sono contenute all'interno di una più ampia legge sui diritti dei pazienti entrata in vigore nel 2003. E' dunque riconosciuta al cittadino maggiorenne la facoltà di manifestare anticipatamente e per iscritto la propria volontà in merito a cure e terapie cui essere sottoposto, nel caso dovesse perdere la capacità di esprimerle personalmente. Egli può inoltre nominare un suo rappresentante, dunque anche qui entra in gioco la figura del fiduciario, che può fungere da interlocutore con i medici per realizzare le sue volontà ed evitare che ci sia accanimento terapeutico.
Qui appello_giuristi_del_15_febbraio_2009 vi è un Appello di giuristi del 15 febbraio 2009: La legge del governo sul fine vita viola i diritti umani in cui i professori di diritto civile contestano punto per punto le aberrazioni della proposta di legge governativa.
Luciana P. Pellegreffi
11/03/2009
lunedì 23 febbraio 2009
Foglia (SD): Caro Penati non ci siamo.
Mentre l'Italia civile e democratica si ribella e organizza manifestazioni di protesta contro il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi, c'è qualcuno che con sbalorditivo tempismo si mette a disposizione per attuarlo.
Caro Penati non ci siamo.
L'annuncio del Presidente della Provincia di Milano che vuole far stanziare dalla Giunta 250.000 euro per la costituzione delle "ronde" di paese ci lascia allibiti.
Da più parti, partiti, sindacati, associazioni si sta levando un'opposizione durissima verso questo provvedimento.
Le "ronde" nella comune percezione danno una risposta effimera al tema della sicurezza, legittimano la giustizia fai da te, intralciano l'azione delle forze di polizia, gettano altra benzina sul fuoco dell'intolleranza e, paradossalmente, alzano il livello della paura.
E' un pericoloso provvedimento propagandistico che può solo innestare più problemi che risolverli.
Piuttosto, se si vuole, si aiutino le forze di polizia e carabinieri (non il personale in congedo!) a compiere meglio il loro lavoro.
Si acquisti carburante e pezzi di ricambio per le volanti ferme nei cortili delle caserme perché il Governo ha tagliato i veri fondi destinati alla sicurezza.
Sinistra Democratica non darà il proprio assenso ad una delibera che addirittura sollecita i comuni a costituire corpi di polizia parallela e domani sarà in piazza aderendo alla manifestazione indetta dalla CGIL.
Ci domandiamo anche quale sia la sensibilità politica di chi vuole costituire per la prossima scadenza elettorale una coalizione ampia e democratica e nello stesso tempo manifesta volontà solitarie.
Giuseppe Foglia, capogruppo Sinistra Democratica Provincia di Milano
Milano non protegga il partito delle macchine

Il presidente dell' ATM di Milano oggi, su nostra richiesta, è intervenuto durante i lavori della Commissione territorio per illustrarci il programma dei lavori per l'anno 2009. Rimangono gravi e irrisolti i disagi per la viabilità nella città di Milano. La circolazione dei mezzi nelle strade è ormai fuori da ogni controllo soprattutto nelle ore di punta quando, una montagna di macchine parcheggia ovunque impedendo il normale scorrimento dei mezzi di trasporto anche pubblici.
Gli impedimenti che si trovano lungo le strade ne bloccano la percorribilità e non rendono competitivo l'uso del mezzo pubblico per gli spostamenti.
Per non parlare degli incidenti che si verificano sempre più di frequente ed ovunque.
È necessario che l'amministrazione comunale di Milano prenda in mano la situazione e lavori in una direzione che porti al miglioramento del servizio di viabilità prima di tutto pubblico.
Non basta per risolvere il problema limitarsi a installare l'ecopass. L'assessore alla mobilità di Milano deve intervenire con un controllo più preciso delle infrazioni automobilistiche aumentando, per esempio, i vigili nelle strade. Per questo ho chiesto oggi in commissione che si predisponga un'audizione dell'Assessore alla Mobilità di Milano al più presto.

