mercoledì 17 giugno 2009

Il piano di qualificazione edilizia non serve a chi cerca casa

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Innanzitutto è evidente che stiamo discutendo un testo che non è quello promesso dal Presidente Berlusconi che invece parlava di un più complessivo piano casa.

In secondo luogo il provvedimento, proposto a sostegno dei cittadini nel particolare momento di crisi che stiamo vivendo, non fa riferimento ai più bisognosi e in difficoltà, bensì dà la possibilità di ampliare la casa di coloro che già la posseggono.

È chiaro a tutti, inoltre, che anche se si possiede una casa, frutto di sacrifici e di rinunce non è automatico che ci si possa permettere di ampliarla, investendo soldi che non si hanno.
A questo punto la forbice si restringe notevolmente e la domanda è d'obbligo : ma a chi è rivolta, in realtà, questa norma?

Nel testo in discussione si parla di rilancio edilizio, ma di che rilancio stiamo parlando se lavoreranno soprattutto piccole aziende a gestione familiare? Ed inoltre quali garanzie si stanno attivando per evitare il lavoro nero e l'evasione fiscale, contributiva.

L'art. 4 del pdl prevede la possibilità di aumentare la volumetria delle case destinate a edilizia residenziale pubblica del 40%, in realtà non si specifica né dove si realizzano questi insediamenti né con quali soldi lo si intende fare.

Questo testo è tutto un gran pasticcio in primo luogo non si sa a quale altra norma regionale si voglia fare rifermento visto che siamo ancora in attesa del piano territoriale regionale, del piano territoriale di alcune province e di molti comuni in secondo luogo

Non esiste lungo tutto il testo alcun accenno alla norma finanziaria il che conferma l'inconsistenza di questo provvedimento visto che nemmeno la Regione Lombardia intende metterci un euro.
Perplessità sono emerse anche durante l'audizione delle associazioni ambientalistiche, dei consumatori, della federazione degli agricoltori delle organizzazioni sindacali e degli inquilini.

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