
Lettera Aperta
Gentile Direttore,
le chiedo cortese ospitalità, sul suo giornale, per un commento in
merito alla manifestazione "Se non ora, quando?", con il desiderio di
riportare un poco di ordine sullo scopo della manifestazione e per
rispondere ad alcuni di commenti espressi a caldo (durante la
manifestazione in Piazza Vittoria), da una certa parte politica, cha
ha tacciato di "moralismo" il movimento fino a negare l'evidenza dei
fatti, con frasi del tipo: " io tutto questo marciume non lo vedo" ,
con l'intento mal celato, di confondere, sminuire e svilire una
manifestazione imponente che ha portato in 230 piazze un milione di
donne, di ogni categoria, età e ceto sociale. Un mondo femminile
composto per la stragrande maggioranza da persone che lavorano duro,
che fanno acrobazie per tenere tutto insieme: famiglia, figli, mariti,
studio e lavoro.
Qualcuno ha detto: "non accettiamo lezioni di morale da chi fino a
qualche anno fa gridava in piazza "l'utero è mio", da persone che
sostenevano la libertà sessuale, il divorzio, e ora criticano "queste
ragazze" perché usano il proprio corpo come scorciatoia per il
successo, ma da chi hanno imparato a farlo? " Come dire: "ma guarda da
che pulpito viene la predica".
Facciamo chiarezza. La liberazione sessuale, bandiera del femminismo,
non è stato il seme da cui è partita la degenerazione dei
comportamenti.
Quando le donne hanno combattuto per l'emancipazione femminile,
avevano ben chiari gli obiettivi.
Lo slogan "il corpo è mio e me lo gestisco io", aveva piú e diversi
significati. Per esempio: partorire senza troppo dolore ( infatti sono
nati i parti dolci, è stata introdotta l'epidurale), l'uso dei
contraccettivi per una maternità libera e consapevole, la condanna
della violenza carnale che, da reato contro la morale, è diventato
reato contro la persona, il diritto al divorzio per sciogliere legami
difficili , insopportabili o violenti, ecc..
Erano battaglie per la piena dignità delle donne che hanno portato al
riconoscimento di diritti di cui oggi tutte noi, di destra o di
sinistra, beneficiamo.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con l'uso spregiudicato del
proprio corpo.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha determinato il
successo della manifestazione, sta nel fatto che si è superato ogni
limite, che è intollerabile che ci siano giovani donne, disposte a
tutto per ottenere velocemente privilegi, potere, denaro, senza dover
faticare come tutti i comuni mortali e, nel contempo, che ci siano
uomini pronti ad approfittarne.
Come ha detto l'on. Giulia Bongiorno ( che non è femminista di
sinistra) "Questo uso del proprio corpo che diventa un metodo per fare
carriera, per accedere a posti in tv e in politica, è libertà o un
limite a chi ha merito? I festini hard, il sesso sfrenato ecc., non
possono essere un modo per fare carriera e quindi un criterio di
selezione della classe dirigente. In tutto questo non c'è nulla di
"moralistico" ma questo comportamento non deve ledere la libertà , non
si riduca a uno svilimento del valore, in uno svilimento del merito".
Teresa Ferrari
Sinistra Ecologia e Libertà di Lodi
domenica 27 febbraio 2011
Se non ora quando?
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